Uscire dalla massoneria si può: due storie parallele…

massoneriaDiventar massoni, per loro, non è stato difficile. Ma neppure uscirne. Sono due storie parallele, quelle presentate dall’agenzia InfoCatólica in un ampio reportage. Sono le storie di Maurice Caillet e di Serge Abad-Gallardo. Hanno 28 anni di differenza l’uno dall’altro. Situazioni personali e familiari diverse. In comune hanno invece il fatto di essere entrambi di nazionalità francese: il primo, medico nato a Bordeaux nel 1933; il secondo, architetto nato in Marocco nel 1954 da genitori spagnoli. Ma non è l’unica analogia. Anzi. V’è molto di più… Entrambi erano massoni; entrambi si sono convertiti al Cattolicesimo; entrambi hanno lasciato testimonianze scritte di questo loro itinerario spirituale in altrettanti volumi, testimonianze dalle quali si evince la radicale, totale incompatibilità tra la fede e il “grembiulino”.

Caillet e Abad-Gallardo appartenevano a due distinte Obbedienze, le principali d’Oltralpe: il primo al Grand’Oriente di Francia, da 15 anni; il secondo a Diritto Umano, da 25. Prima di aderirvi, erano semplicemente agnostici attratti dal senso del mistero. Furono avvicinati sul posto di lavoro, suggestionati dall’idea di entrare a far parte di un gruppo di “eletti” in possesso di un “segreto”, che speravano peraltro fosse loro prima o poi rivelato. Col grado di maestro, iniziarono tutti e due a salire la scala gerarchica della massoneria, seguendo rituali e simbologie dalle parvenze ascetiche, in realtà mere maschere di un torbido intreccio di potere e di interessi: «il diavolo è la scimmia di Dio», diceva Tertulliano. Verissimo. E presto ebbero modo di accorgersene loro stessi. Da quando erano entrati nelle logge, le loro anime non avevano avuto più pace. Pian piano, entrambi, percepirono la prassi massonica – segnata da arrivismi, sgambetti e lotte di potere – molto lontana dagli utopici ideali di fratellanza, ch’essa stessa proclamava.

Ma un’altra cosa accomuna questi due uomini: un viaggio al Santuario di Nostra Signora, a Lourdes.

Caillet vi si è recato nel 1984, per far contenta sua moglie, profondamente credente. La donna, afflitta da una grave patologia, intendeva invocare l’aiuto della Madonna. Lui, massone disincantato, senza fede né convinzione, l’ha semplicemente accompagnata, deciso ad assecondarla, purché si sentisse meglio. Mentre lei era entrata nell’acqua, lui pensò di recarsi nella cripta della grotta, per ripararsi almeno dalla pioggia, dato che in quel momento stava scendendo abbondante. All’interno si stava celebrando la S.Messa. Si scoprì impegnato a seguire la celebrazione con un interesse mai sperimentato prima.

Ad un certo punto, il sacerdote si alzò e lesse in tono solenne: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto… Parola di Nostro Signore Gesù Cristo». Era sconcertato: quella frase, ch’egli aveva sentito durante la sua prima iniziazione massonica, pronunciata da bocche profane, era Parola di Gesù, ch’egli considerava, nel migliore dei casi, soltanto come un saggio o un grande iniziato, mai come Signore. Il sacerdote si era seduto e stava osservando qualche minuto di silenzio. In quegli istanti, all’improvviso, lui, che si era preso gioco delle voci interiori di Giovanna d’Arco, sentì chiaramente nella testa risuonare una voce dolce, che capiva non essere quella della propria coscienza, né provenire dall’esterno. Gli disse: «Va bene, chiedi la guarigione di Claude,… ma tu cosa offri?». Per diversi istanti – difficile dire quanto a lungo – rimase affascinato da questa domanda, che gli giungeva dal profondo, dall’intimo. Non riuscì più a seguire la Messa. Sino al momento dell’elevazione: qui, ripresa coscienza, per la prima volta nella sua vita riconobbe Gesù nell’Eucarestia. Era quella luce, che invano aveva cercato in numerose iniziazioni. Sentì a quel punto il bisogno di confessarsi, subito. C’era ancora molta strada da compiere, ma il passo decisivo era già stato compiuto.

Una vicenda simile è quella provata da Abad-Gallardo. Era già iniziato. Decise di andare a Lourdes, spintovi dalla recita di un rosario, da lì trasmesso in radio. Quella preghiera lo aveva reso inquieto. Ne parlò con un sacerdote, che lo incoraggiò ad andare. Ciò che fece, con tutta la sua famiglia. Era il 2012. L’11 febbraio, per la precisione, proprio il giorno della ricorrenza della Beata Vergine Maria di Lourdes. Ma lui, questo, non lo sapeva. Vide soltanto al Santuario una folla sterminata in processione.

Il giorno dopo decise di andare alla grotta di Massabielle, per recitare anche lui il S. Rosario insieme a tutti quei fedeli. Sua moglie e sua figlia, invece, quella volta, decisero di fare una passeggiata in città. Rimase solo. Al termine, decise di raggiungerle in albergo. Non poté farlo. Le gambe collassarono, sembrarono morte, paralizzate. Lui cadde pesantemente a terra, rimase inchiodato al suolo e riuscì a rialzarsi soltanto aiutato. Come una marionetta.

Serge faceva sport e non soffriva di isteria. Non è mai riuscito a trovare una spiegazione naturale dell’accaduto. Solo in seguito scoprì di essere stato vinto dalla forza dello Spirito Santo, fenomeno tutt’altro che raro. Questa fu per lui la prova definitiva che Dio gli chiedesse di cambiare. Pr questo decise di partecipare ad un ritiro in un’abbazia.

La Santissima Vergine, mediatrice di tutte le grazie, ha toccato le anime di questi due massoni, che non si conoscevano, facendo loro comprendere come solo in Gesù, nel Figlio, seconda Persona della Santissima Trinità, è la Via, la Verità e la Vita. Una prospettiva decisamente diversa, migliore dell’inconsistente relativismo offerto dalle logge. Che, infatti, entrambi non esitarono a lasciare. Per tornare all’unica, vera fede. Quella cattolica.