Un altro crocifisso distrutto a mazzate: solo follia?

crocifissoHa preso a mazzate un crocifisso: è accaduto in pieno giorno ed in pieno centro a Carinaro, in provincia di Caserta. Qui un pachistano ha danneggiato, inveendo, il simbolo religioso, custodito in una nicchia in piazza Caduti in Guerra. I passanti hanno subito allertato le forze dell’ordine. Dopo il gesto blasfemo, l’uomo ha fatto in tempo a fare irruzione in un bar e si è recato nel deposito, dove ha iniziato a distruggere bottiglie e suppellettili. Lanciato anche qui un nuovo allarme, l’extracomunitario non ha esitato a scagliarsi anche contro gli agenti di Polizia Locale, accorsi sul posto. Alla fine, è stato arrestato dai Carabinieri di Gricignano di Aversa.

La stampa locale ha subito attribuito a problemi psicologici ed all’alcool le cause del gesto cristianofobico. Ma, leggendo le dichiarazioni rilasciate a Pupia.tv dal Vescovo di Aversa, mons. Angelo Spinillo, emerge un’altra versione dei fatti: poiché, certo, il prelato, peraltro Vicepresidente della Cei per l’Italia meridionale, ha parlato di un momento «di follia», di mancanza di «equilibrio» e di «serenità» ed ha volto il proprio intervento tutto all’insegna della «convivenza possibile», dello «spirito di accoglienza e di accompagnamento». Tuttavia, ha fatto anche esplicito riferimento ad un’aggressione compiuta dal criminale «verso oggetti non conformi alla sua fede, oggetti che gli hanno insegnato essere brutti, negativi», facendo emergere quindi, nemmeno troppo tra le righe, come il movente religioso sia, in realtà, tutt’altro che secondario od estraneo a quanto accaduto. Non solo: ha sottolineato anche come simili vicende ci chiamino a confrontarci «con forme di umanità degradata», ammettendo un problema di integrazione.

Sono affermazioni rilevanti, anche perché aprono nuove prospettive di lettura di questo e di altri episodi analoghi.