Francia: tombe e salme profanate, terzo caso in pochi giorni

MoneinFrancia. Dopo i casi d’Aubertin e di Lescar, avvenuti giorni addietro, stavolta è toccato al cimitero di Monein: nella notte tra il 7 e l’8 ottobre, alcuni criminali hanno profanato cinque tombe. Le hanno aperte, danneggiate, poi hanno violato le bare e le salme. In modo disumano, macabro. A darne notizia, è stato il quotidiano La République des Pyrénées.

Secondo il sindaco, Yves Salanave-Péhé, però, non vi sarebbe stato alcun intento empio da parte loro. Saremmo di fronte, insomma, a delinquenti comuni, delinquenza comune in cerca di preziosi. Una spiegazione, che francamente lascia perplessi: chi vuol rubare, svaligia gioiellerie, non loculi.

Le forze dell’ordine, però, sono convinte: la pista del satanismo è stata scartata. Non sono state ritrovate né scritte allo spray, né “strani” simboli, quindi, per loro, capitolo chiuso. Sarebbero “solo” dei balordi gli autori dello scempio, in fondo vi sarebbero “solo” lapidi gettate all’aria e ossa sparse sul terreno. Di che preoccuparsi? Così la pensa la Gendarmeria, che conduce le indagini, avviate in ogni caso per «violazione di sepolcro». E così la pensa anche il Comune, che comunque intende sporgere denuncia e costituirsi parte civile.

Nulla di nuovo sotto il sole: in fondo, a lungo gli atti sacrileghi compiuti danneggiando luoghi o simboli religiosi sono stati considerati banalissimi episodi di vandalismo, opera di buontemponi annoiati, di teppisti di strada. Solo di recente si è iniziato a parlare di gesti blasfemi. Allo stesso modo oggi si preferisce immaginare che ciò che spinge a sollevar tombe, sia l’avidità. Verrà il giorno, in cui si comincerà ad ipotizzare la profanazione empia ed a sentir odore di zolfo. Presto o tardi.