“Bruciate la Cattedrale”: così il femminismo in Argentina

ArgentinaAncora una volta il femminismo ha mostrato il proprio volto intollerante, totalitario e cristianofobico. E’ accaduto domenica scorsa durante il corteo di chiusura dell’”Incontro nazionale delle Donne argentine”: secondo quanto riferito dall’agenzia InfoCatólica, un gruppo di manifestanti, uomini e donne vestiti di nero e col volto coperto, ha scagliato pietre e bottiglie di vetro contro la Cattedrale della città di Rosario. Contemporaneamente una ventina di individui, ai piedi della gradinata, stavano recitando il Padre Nostro e l’Ave Maria.

Immediato, ma insufficiente l’intervento delle forze dell’ordine, giunte per fermare l’attacco, benché non siano state affatto colte di sorpresa: da giorni su blog e social gli slogan diffusi da questi gruppi dell’antagonismo e della Sinistra spinta stavano inneggiando al rogo. L’ordine di scuderia era quello di bruciare tutto ed, in particolare, di dar fuoco alla Cattedrale, confermando così come femminismo sia sinonimo di eversione, distruzione e morte.

Provocazioni si erano già verificate alla vigilia della manifestazione. Alcune militanti a petto scoperto si erano riunite sul sagrato della Chiesa Madre inveendo contro un’immagine di papa Francesco. Tra di loro era presente anche l’”onorevole” Vilma Ripoll, guida del Movimento Socialista dei Lavoratori, formazione di orientamento trotzkista: la parlamentare se l’è presa con la Chiesa, “rea” di rifiutare e contrastare l’aborto.

Per la cronaca, disordini si sono verificati anche in pieno centro con danni all’arredo urbano ed in alcuni negozi, colpiti anche alcuni automobilisti in transito.