Nord Kivu: decine di cristiani assassinati da jihadisti islamici

Nord KivuSono almeno 36 i cristiani assassinati lo scorso 13 agosto nel villaggio di Rwangoma, nei pressi di Beni, la città più importante del Nord Kivu: si tratta dell’attacco terroristico islamico più cruento compiuto in zona dal novembre 2014.

Le vittime sono state prima legate, poi massacrate, probabilmente a colpi di machete. Sulla cifra, però, emergono discordanze: secondo quanto dichiarato a Reuters da Omar Kavota, direttore esecutivo del Centro Studi per la Promozione della Pace, la Democrazia ed i Diritti Umani, i morti sarebbero addirittura 50. La notizia è stata diffusa soltanto nelle scorse ore dall’agenzia World Watch Monitor.

Circa l’identità degli autori della strage non vi sono al momento rivendicazioni ufficiali, né certezze, ma pare possa trattarsi dei membri delle Forze Nazionali Democratiche Alleate per la Liberazione dell’Uganda, un’organizzazione musulmana ugandese già tristemente nota per altre azioni di terrorismo sferrate in passato: con una frequenza almeno settimanale, compiono stupri, rapimenti, saccheggi ed omicidi.

L’obiettivo di questa sigla è quello in prima battuta di sradicare totalmente la presenza cristiana dalla regione, in seconda battuta quello di rovesciare il governo ugandese per trasformarlo in uno Stato integralista islamico. I Vescovi hanno più volte denunciato la situazione, cercando di richiamare l’attenzione internazionale in merito, purtroppo senza riuscirvi, complici i reiterati silenzi dei media (la foto pubblicata è tratta dall’agenzia World Watch Monitor).